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Italo Calvino nasce il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, un villaggio vicino all'Avana (Cuba), dove il padre dirige una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola d'agraria. Dal padre agronomo e dalla madre botanica riceve un'educazione rigorosamente laica. Si impone nel panorama letterario italiano come il più originale tra i giovani scrittori, in seguito alla pubblicazione della raccolta dei Racconti (1958) e soprattutto del volume "I nostri antenati" (1960), che comprende la trilogia di romanzi fantastici e allegorici sull'uomo contemporaneo: "Il visconte dimezzato" (1952), "Il barone rampante" (1957) e "Il cavaliere inesistente" (1959). In questi anni pubblica anche l'importante saggio Il midollo del leone (1955) e raccoglie e traduce "Le fiabe Italiane" che pubblica nel 1956, anno in cui i fatti di Ungheria provocano il suo distacco dal PCI e lo conducono progressivamente a rinunciare a un diretto impegno politico. |
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IL CAVALIERE INESISTENTE Carlomagno passa in rassegna le sue truppe. Tra lerciume, fango e sangue, un cavaliere sembra quasi irreale: armatura bianca, lucida e pulita e portamento regale. Si tratta di Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez. Questi impiega il tempo libero a riordinare e controllare il campo, è sempre sveglio e attento e non lesina ordini e critiche a sottoposti e colleghi, atteggiamento che lo rende piuttosto indigesto. Arruolatosi per vendicare il padre ucciso dai mori, il giovane Rambaldo si innamora di Bradamante, algida guerriera cui deve la vita, ma questa è invaghita di Agilulfo e non lo corrisponde. Dopo tante esilaranti vicissitudini, un giorno Rambaldo, cercando Agilulfo, ne trova l’armatura e un foglio che gli conferisce il diritto di usarla. Incontra poi Bradamante che lo scambia per l’amato cavaliere e giacciono insieme. Scoperto l’inganno, offesa e ferita, quest’ultima si ritira in un convento di clausura. Molto più tardi Rambaldo andrà a cercarla e lei accetterà il suo amore... nel più classico del "e vissero felici e contenti", ma solo dopo aver terminato questo racconto. A differenza delle altre opere della trilogia infatti, la voce narrante non è di un personaggio parallelo allo svolgimento della storia, ma di Bradamante che, durante il suo periodo di clausura per fuggire dai peccati e dall’impossibile amore per un... cavaliere inesistente, si serve di continui flash back per ricostruire gli avvenimenti. approfondimento di Mariagiulia e Chiara |