La vita DI Ludovico ARIOSTO 

Ludovico Ariosto nacque a Reggio Emilia l'8 settembre del 1474, primo di dieci tra fratelli e sorelle. Suo padre Niccolò, di nobile famiglia, faceva parte della corte del duca Ercole I d'Este ed era comandante del presidio militare degli Estensi a Reggio Emilia.
La madre, Daria Malaguzzi Valeri, era una nobildonna di Reggio. Ludovico dapprima intraprese, per volontà del padre, degli studi di legge a Ferrara, che abbandonò dopo poco tempo per concentrarsi pienamente sugli studi umanistici sotto la guida del monaco agostiniano Gregorio Da Spoleto.
L'Ariosto seguì nel frattempo studi di filosofia presso l'Università di Ferrara, appassionandosi così anche alla poesia in volgare. Divenuto amico di Pietro Bembo, condivise con lui l'entusiasmo e la passione per le opere di Petrarca.
Alla morte improvvisa del padre, nel 1500, Ludovico si ritrovò a dover badare alla famiglia; di conseguenza si vide "costretto" ad accettare l'incarico di capitano della rocca presso Canossa. Successivamente, rientrato a Ferrara, venne assunto dal cardinale Ippolito d'Este, per ottenere alcuni benefici ecclesiastici, facendosi poi chierico. Questa condizione gli spiacque molto: Ippolito era uomo avaro, ignorante e gretto; Ariosto stesso era divenuto un umile cortigiano, un ambasciatore, un "cavallaro". In questo periodo, quindi, a causa delle faccende diplomatiche e politiche di cui doveva occuparsi, non aveva tempo per la letteratura.
Nel 1513, dopo la morte del papa Giulio II della Rovere, venne eletto papa Leone X, che aveva spesso manifestato stima e amicizia nei confronti dell'Ariosto. Intanto a Firenze Ariosto si innamorò di una donna, Alessandra Benucci, moglie del mercante Tito Strozzi. Successivamente, dopo essere rimasta vedova nel 1515, la donna si trasferì a Ferrara, iniziando una relazione con lo scrittore. L'Ariosto era stato sempre restio al matrimonio; pertanto si sposò solo dopo anni, in gran segreto per la paura di perdere i benefici ecclesiastici che gli erano stati concessi e con lo scopo di evitare che alla donna venisse revocata l'eredità del marito. Nel 1516 pubblicò la prima edizione dell'Orlando Furioso, poema diviso in 40 canti, la cui stesura era iniziata 11 anni prima della pubblicazione. Lo dedicò al suo signore, il quale non lo apprezzò affatto. Quando nel 1517 Ippolito d'Este divenne vescovo di Adria, Ludovico si rifiutò di seguirlo, adducendo motivi di salute. In realtà le cause sono da ricercare nell'astio verso il cardinale, nell'amore per la sua Ferrara e in quello per la sua donna. Passò quindi al servizio di Alfonso. Egli era meno ignorante e gretto del fratello Ippolito ma comunque "sia l'una che l'altra soma", ci dice l'Ariosto, erano gravi.
Nel 1522 Alfonso gli affidò l'arduo compito di governatore della Garfagnana, appena annessa al Ducato. In questa occasione Ariosto dimostrò abilità politiche e pratiche. Pure queste attività gli erano invise perché gli impedivano di dedicarsi agli studi e alla poesia. Dal 1525 tornò a Ferrara e passò i suoi ultimi anni tranquillamente, dedicandosi alla scrittura, alla messa in scena di alcune commedie e all'ampliamento del Furioso. Morì il 6 luglio 1533.
Ludovico fu sepolto dapprima nella chiesa di S. Benedetto a Ferrara e successivamente venne tumulato con grandi onori a Palazzo Paradiso.
  

                                                                                                                                                              
Dario e Giuseppe F.

 

Ferrara, la casa dove Ludovico Ariosto (1474-1533) trascorse gli ultimi anni della sua vita
dedicandosi alla terza e definitiva edizione dell’Orlando Furioso